GLI AUGURI DEL PRESIDENTE
Gentili Colleghi,
quello che riporto nell’occhiello è lo stralcio di una lettera che un caro Collega mi ha scritto qualche giorno fa.
Lo menziono perché desidero concludere questo 2018 con un auspicio breve, semplice e chiaro.
Non mi soffermerò oggi in una ricognizione dell’attività svolta dall’Ordine in questo anno di attività: ciascuno di voi ne ha contezza attraverso la lettura delle nostre note e la presenza alle numerose iniziative istituzionali promosse a beneficio della intera Comunità professionale. E chi, per caso, si fosse distratto è cortesemente invitato a ri-connettersi con la “Casa comune” della Professione per portare il proprio contributo di idee ed essere protagonista della costruzione di un percorso di crescita collegiale. Come ripeto da tempo un pronome e un avverbio fanno la differenza:noi e insieme ! Da soli non si va da nessuna parte, soprattutto nei tempi della globalizzazione che impongono al nostro settore nuove e proficue forme di aggregazione funzionale e logistica.
Occorre una verariconversione culturale che accompagni la professione del farmacista in un accrescimento di ruolo e di funzioni.
Il farmacista non può più considerare esaurito il suo compito con la pur rilevante attività di dispensazione del farmaco; tale attività si deve integrare con la sapiente erogazione di servizi cognitivi ad alto livello di specificità e professionalità, attraverso lapresa in carico del pazientenel percorso di cura con l’obiettivo, tra l’altro, di aumentare l’aderenza alle terapie. Con la medesima competenza e consapevolezza il farmacista e la farmacia potranno concorrere al potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale partecipando alle attività di educazione e sensibilizzazione dei cittadini sui corretti stili di vita e di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce di importanti patologie, soprattutto nell’ambito della cronicità.
Passa da queste irrinunciabili condizioni il nostro ingresso in una stagione nella quale tutta la professione, nelle sue differenti e rilevanti posizioni occupate nel territorio, negli ospedali, nelle Aziende sanitarie, nella ricerca e nell’industria, può dare un contributo importante per il miglioramento della qualità del servizio sanitario e consegnare alla comunità una garanzia di tutela della salute che sia adeguata alle aspettative sociali e istituzionali. E in questa mission il ruolo della farmacia, che è il presidio socio-sanitario assistenziale dove la professione registra il suo maggior livello di riscontro sociale, deve essere sostenuto e difeso con rigore e determinazione.
Dipende anche da questa consapevolezza la possibilità di approdare a un nuovo e più adeguato sistema di remunerazione che riconosca il valore della prestazione professionale erogata e restituisca sicurezza alla tenuta economica della farmacia. Condizione essenziale anche per lo sviluppo dell’occupazione e il rispetto delle legittime aspettative dei Colleghi collaboratori.
L’istituzione nel bilancio dello Stato, con un lungimirante emendamento del 2015, di un apposito capitolo di spesa destinato a remunerare le prestazioni professionali del farmacista trova oggi attuazione con un finanziamento di ben 36 milioni di euro di cui circa due sono destinati alla nostra Regione per le attività che sapremo e vorremo realizzare.
Siamo solo all’inizio!
Se dimostreremo capacità e attenzione nel sintonizzarci con i nuovi processi digovernance sanitaria,sono convinto che ricaveremo le giuste gratificazioni professionali ed economiche. Abbiamo una prospettiva di grandi opportunità e dobbiamo saperle cogliere. Insieme.
In tal senso vedo segnali rassicuranti di buona parte della comunità professionale.
Ma guardo anche, e non senza preoccupazione, la deludente persistenza nella nostra “Famiglia” di atteggiamenti di individualismo, di autoreferenzialità e di ostentata autonomia che si esprimono persino attraverso comportamenti e iniziative che considero autolesionistiche e dannose per tutti.
Con tutto il rispetto delle leggi che tutelano la libertà d’impresa e la libera concorrenza, non ritengo che i tempi difficili che viviamo possano essere affrontati con la politica del “compri tre e paghi due”, con video promozionali, manifesti pubblicitari e allestimento di vetrine che talvolta oltraggiano perfino il decoro e la dignità della Professione e che rientrano nel delicato capitolo dell’etica professionale su cui avremo modo di confrontarci in occasione delle giornate di approfondimento sul nuovoCodice Deontologicoin fase di programmazione. E non è neanche il caso, in questa sede, di dare conto sulla delicata attività disciplinare svolta dall’Ordine e sui provvedimenti sanzionatori di cui darò notizia in altro momento.
Le considerazioni del nostro Collega ci invitano a riflettere come e quanto lo splendido specchio nel quale si riflette la nostra antica storia, meriti di essere protetto dalle seduzioni del mercato che, quando non governato dalla professione, rischia di mortificare il nostro prezioso presidio sanitario omologandolo al cliché di esercenti una attività commerciale di quart’ordine. Vorrei che in proposito vi fosse una sana resipiscenza!
Ebbene il mio augurio per tutti noi è che il Nuovo Anno possa aprire una stagione di“Rinascimento della Professione” saldamente basata sul recupero pieno e convinto dellaresponsabilità,dellaconsapevolezzadel ruolo e dell’etica dei comportamenti.
Con questi pensieri e con questo auspicio, anche a nome del Consiglio e dei collaboratori dell’Ordine, auguro un bellissimo 2019 a voi e alle persone a voi care.
Luigi d’Ambrosio Lettieri

