LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELL'ENPAF

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Caro Presidente,

la grave e perdurante crisi economico-finanziaria continua a produrre effetti drammaticiche, in misura sempre più preoccupante, si registrano anche nel comparto farmaceutico.

 

l casi di disoccupati di lunga durata iscritti ai nostri Albi era nel passato un fenomeno raroe occasiona/e che I'Enpaf ha affrontato con efficacia e tempestività introducendo specificibenefici in favore dei farmacisti privi di occupazione sino ad un periodo massimo di cinqueanni.

Oggi, però, la disoccupazione, da fenomeno occasiona/e e transitorio si è cronicizzata e ilnumero di disoccupati che supera i cinque anni è notevolmente aumentato determinandouna vera emergenza di proporzioni sempre più preoccupanti.

Come si legge nella Tua relazione presentata al Consiglio Nazionale del 26 giugno u.s. ilnumero dei disoccupati è salito a 6050! E sempre nella Tua relazione non hai mancato dievidenziare che I'Enpaf è a conoscenza sia delle difficoltà che sta attraversando il settorefarmaceutico sia degli inevitabili riflessi sull'occupazione.

La possibilità riconosciuta ai Colleghi disoccupati di versare un contributo minimo dell'l%,tra l'altro non utile ai fini previdenziali, limitatamente a un periodo complessivo nonsuperiore a 5 anni, alla luce della profonda e perdurante crisi economica in cui versa ilPaese, pur rappresentando un segnale importante, oggettivamente è divenuto oggi unbeneficio insufficiente, soprattutto nei casi in cui la perdita di un posto di lavoro ol'impossibilità di trovar/o comportano sempre più spesso il superamento del limitetemporale previsto dal Regolamento dell'Ente.Caro Presidente, sono certo che condividerai la necessita di dare ai nostri Colleghi privi dioccupazione un segnale tangibile di attenzione della loro situazione, tenuto conto, tral'altro, che costoro attualmente devono scegliere tra la cancellazione dall'Albo e ilversamento di un contributo aii'Enpaf non compatibile con la loro situazione economica.Una scelta davvero difficile e imbarazzante!

Ritengo che la gravità e la delicatezza della situazione rappresentata meriti un approfondimento e la ricerca della soluzione migliore possibile.

In quest’ottica, sono certoche ti impegnerai con il tuo Consiglioper individuare una soluzione che contemperi le esigenze di bilancio dell’Ente con le difficoltà degli iscritti.

Con rinnovata stima,

 

Luigi d'Ambrosio Lettieri