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    ASSEMBLEA DEL 3 LUGLIO 2020 - RELAZIONE DEL PRESIDENTE

    Cari Colleghi, apro questa riunione del Consiglio con uno stato d’animo, che so essere anche il vostro! 

    Quando  lo scorso 3 febbraio, primo Ordine d’Italia promuovemmo uno specifico evento sul “caso Covid-19” che vide la partecipazione di circa duemila colleghi presenti e collegati in diretta streaming, nessuno di noi avrebbe immaginato una evoluzione di quella che all’epoca era solo una epidemia limitata a pochi territori del pianeta e che poi è drammaticamente divenuta una pandemia estesasi in tutto il mondo con effetti che ci hanno lasciato senza fiato!

    È inutile descrivere ciò che è accaduto in tre mesi che non dimenticheremo mai! Le immagini in tv, sulla stampa e sui social,  quello che i nostri occhi hanno visto ogni giorno,  gli sguardi delle persone che a noi si sono rivolte con fiducia e con speranza, quello che è rimasto nel nostro cuore al termine di ogni giornata di lavoro, ci ha trasmesso una tensione - collettiva e personale - che non avevamo mai provato.

    I farmacisti sono stati in trincea!

    Quindici Colleghi deceduti in Italia sono il pesantissimo tributo che la Professione ha pagato in questa tragica esperienza. E a loro si aggiungono gli oltre 2.500 contagiati. 

    Uomini e donne che esercitavano nelle farmacie, negli esercizi di vicinato, nel settore veterinario, in piccoli centri e nelle città, nelle zone rosse flagellate dal contagio e in altre aree dove apparentemente la situazione appariva meno allarmante.

    Tutte e tutti, però, erano dove c’era bisogno di loro.

    Nessuno abbraccia una professione, anche quelle della salute, per essere un eroe; ma è altrettanto vero che nei nostri codici deontologici è sancita la promessa di tutelare ad ogni costo la vita degli altri, anche a costo della propria. Non so se questo sia eroismo, ma è il gesto più alto che ciascuno di noi può compiere, ed è quanto ha fatto la nostra comunità professionale.

    I farmacisti, ovunque occupati, hanno continuano a lavorare con uno stoico impegno supplementare, pur consapevoli di essere sovraesposti al rischio di contagio!

    Le Autorità, duole dirlo, hanno la consapevolezza della nostra importanza quando decretano l’apertura obbligatoria delle farmacie e degli esercizi di vicinato sull’intero territorio nazionale,  ma troppo spesso ignorano la condizioni di rischio in cui operiamo. E davvero poco è stato fatto per mettere in protezione i farmacisti chiamati a combattere una guerra senza armi!

    Lo abbiamo detto, lo abbiamo scritto, sollecitato, reclamato! Auspicavamo risposte più celeri ed efficaci. Così non è stato.

    Il lavoro dell’Ordine a livello nazionale con Andrea Mandelli e a livello territoriale con un impegno continuativo dell’ufficio di Presidenza che, per settimane si è protratto anche nelle ore notturne, ha garantito continuativamente a tutti gli iscritti, informazioni, atti di indirizzo, assistenza e consulenza per rendere meno complicato un lavoro duro e faticoso.

    Le farmacie di comunità sono rimaste per mesi l’unico avamposto  della sanità sul territorio: l’unico presidio sanitario che giorno e notte è sempre aperto a ogni angolo di strada e soprattutto da quando è stata sospesa l’attività degli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, è lì che si è riversata, con pressione incontenibile, la domanda delle persone in cerca di assistenza, di risposte e di conforto per combattere con le armi giuste il “nemico invisibile”. 

    Abbiamo avuto e abbiamo ancora un avversario invisibile e feroce così come lo sono le cause e i verdetti più duri che sono rimasti racchiusi nelle immagini delle bare che hanno sfilato per le strade di Bergamo dove per le persone contagiate, molto spesso, il “percorso della disperazione” è iniziato dal proprio domicilio e dopo una breve degenza ospedaliera si è concluso nello spettrale ambiente di un inceneritore. Senza il conforto di un familiare e senza la benedizione di un sacerdote!

    Etica della responsabilità, impegno, solidarietà, unità,  sono state e devono restare le cifre distintive del nostro operato, per essere più forti e più preparati ad affrontare un futuro incerto e le sfide che attendono l'intera umanità, nella consapevolezza che, terminata la fase acuta di questa tragedia, nulla sarà più come prima.  NEANCHE PER NOI!

    Con semplice realismo, tuttavia, possiamo ritenere che questa esperienza difficile ha messo in piena luce la nostra importanza e le nostre potenzialità.

    In proposito le parole pronunciate dal Ministro Speranza in occasione del Consiglio Nazionale della Fofi alla presenza del Presidente Mandelli, sono eloquenti! [CLICCA QUI] e sono la migliore risposta a qualche incapace rappresentante delle istituzioni che, proprio nel momento in cui ci aspettavamo segni di gratitudine e apprezzamento, ci ha riservato parole irricevibili e infondate di accusa per la gestione maldestra del caso “mascherine” su cui l’Ordine ha espresso in modo compiuto il suo pensiero e l’invito a non acquistare e non cedere. I DPI li doveva acquistare lo Stato e, semmai, la farmacia li avrebbe consegnati nei modi e ai prezzi stabiliti. Invece sappiamo come è andata!!! Ispezioni, contestazioni, interpretazione di norme confuse e contraddittorie, casi di sospetta speculazione: una vera babilonia che sui mezzi di comunicazione ci ha fatto apparire per l’esatto opposto di quello che siamo e che siamo stati. E’ esperienza anche questa!

    Ora più che mai è necessario un impegno supplementare di tutti e, soprattutto delle dirigenze, per tradurre i graditi ringraziamenti delle Autorità in concreti atti politici.

    IN AMBITO NAZIONALE E REGIONALE sono necessari e urgenti provvedimenti utili al rilancio dell’occupazione, al riconoscimento del ruolo sanitario, al sostegno economico della farmacia. Massima disponibilità alle Istituzioni, solerte impegno per sostenere progetti e sfide della politica sanitaria regionale ma oggi è necessario il riconoscimento di un lavoro serio che non può essere a costo zero!

    Ci sono aspetti di natura economica che si correlano intimamente con la qualità delle prestazioni professionali che eroghiamo.

    Siamo di fronte ad una crisi senza precedenti che sta mettendo a dura prova la tenuta della società civile, con evidenti rischi di instabilità economica e sociale.

    In Italia, in cui il virus si è diffuso prima che negli altri Paesi europei, le misure drastiche di chiusura di interi settori produttivi per diverse settimane hanno avuto quale immediata conseguenza il crollo del PIL nel primo trimestre nell’ordine di oltre il 5%; nel secondo trimestre, gli indicatori rilevano una caduta ancora più consistente. La Banca d’Italia stima che a fine anno, nell’ipotesi peggiore, il PIL scenderà tra il 9 e il 13%.

    Sono indicatori devastanti, che si rifletteranno nel tessuto economico e sociale e avranno un peso enorme anche nel nostro ambito professionale.

    Per i lavoratori autonomi e anche per i professionisti, per i mesi di marzo, aprile e maggio, è stato introdotto il reddito di ultima istanza e due professionisti su tre hanno richiesto tale sussidio, pari a 600 euro mensili.

    Un dato comune, che negli scenari economici si ritrova sempre, riguarda le pesanti ripercussioni sul mercato del lavoro generate dalla recessione. Oggi, rispetto ad altri Paesi, in Italia gli effetti sono estremamente contenuti, in ragione del blocco dei licenziamenti economici e dell’ampio ricorso alla cassa integrazione che ha coinvolto, allo stato, oltre 7 milioni di lavoratori, quasi la metà dell’occupazione privata. Ma è evidente che la protezione sociale non potrà avere effetti duraturi, con la conseguenza che, probabilmente, secondo le prime stime, oltre un milione di persone perderanno il proprio lavoro. Nel contempo, la recessione ha ulteriormente ridotto le nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i nostri giovani. Non possiamo non tenere conto che la recessione, con le imponenti misure economiche messe in campo per contenerne le conseguenze, avrà un pesante impatto sulle finanze pubbliche. Il disavanzo nel 2020 salirà al 10,4% del PIL e il debito pubblico arriverà al 156%.

    Con l'allentamento del lockdown è possibile che le emozioni primarie maggiormente percepite nel periodo di distanziamento sociale (tristezza, paura, ansia, rabbia) si attenuino, ma poco inciderà sull’ oggettiva situazione dell'economia italiana già critica prima della pandemia e ora decisamente preoccupante. L'imponente manovra del governo -80 miliardi di euro - che mira a ricucire le lacerazioni sociali prodotte dal crollo economico non potrà bastare a risollevare il Paese: sarà necessario affrontare e risolvere i principali nodi strutturali, puntare alla definizione di una nuova governance economica e politica e alla riorganizzazione dei servizi, della formazione, della sostenibilità ambientale, del digitale, dell’intelligenza artificiale.

    In particolare il nostro SSN dovrà affrontare con urgenza le numerose criticità emerse, a partire dal concreto rilancio della sanità territoriale con il potenziamento delle attività di prevenzione e di cura che devono coinvolgere, con adeguata remunerazione economica, la preziosa rete delle farmacie di comunità nel progetto di integrazione nel sistema assistenziale con lo sviluppo di una efficace sinergia tra farmacisti di comunità, ospedalieri e dei servizi con i medici, gli specialisti e gli infermieri, a garanzia della continuità assistenziale ospedale - territorio.

    Se la sanità territoriale avesse funzionato, si sarebbe evitato il ricorso di moltissimi pazienti alle strutture ospedaliere dove, nella fase iniziale della pandemia, la promiscuità delle degenze ha generato numerosi contagi e sviluppato veri e propri focolai infettivi.

    E si sarebbe evitato l’abbandono terapeutico per milioni di pazienti cronici,  affetti da diabete, dismetabolismi, cardiopatia e patologie oncologiche,  ai quali è venuta meno la continuità terapeutica ed assistenziale e, di conseguenza, la prevenzione sia primaria che secondaria. 

     

    LE PROPOSTE I TEMI SUL TAPPETO SLIDE N.1 [CLICCA QUI]

    I seguenti capitoli su cui, in ambito territoriale e nazionale stiamo lavorando, sono frutto della “lezione” che proviene da questa pagina di storia e, lo ribadisco, partono dalla esigenza di realizzare pienamente quel progetto di deospedalizzazione – da diversi anni prospettato come fondamentale, ma mai concretamente attuato – attuabile attraverso la valorizzazione delle professionalità sanitarie presenti sul territorio in grado, anche in ragione del vantaggio della prossimità, di prendere in carico il paziente e consentire la migliore gestione dello stesso, riservando all’assistenza ospedaliera le acuzie e gli interventi effettivamente necessari.

     

    La Farmacia dei servizi e FSE SLIDE N. 2 [CLICCA QUI]

    All’obiettivo del potenziamento dell’assistenza territoriale, in sinergia con gli altri professionisti sanitari, risponde indubbiamente il progetto della Farmacia dei servizi, proposto nel 2006 e recepito a livello normativo dalla L. 69/2009, dal D.Lgs. 153/2009 e dai relativi decreti attuativi che, ad oggi è finanziato con circa 85 milioni di euro.

    L’arrivo della pandemia ha, purtroppo, determinato una brusca ma temporanea frenata della sperimentazione che era in fase di avvio a seguito dell’approvazione, in seno alla Conferenza Stato-Regioni, dell’Accordo contenente le linee di indirizzo per il suddetto progetto (siglato il 17 ottobre 2019).

    Il documento è frutto del lavoro svolto dal Gruppo appositamente costituito presso il Ministero della Salute, al quale hanno preso parte – unitamente alla FOFI – anche le Regioni, Agenas,  Federfarma, Sifo, Assofarm, Utifar, Fimmg, FnomCeO, Fnopi e Cittadinanzattiva, con l’obiettivo di individuare i servizi oggetto di sperimentazione, nonché di definire le modalità di svolgimento della sperimentazione stessa.

    Il via libera della Conferenza Stato-Regioni alla sperimentazione dei nuovi servizi rappresenta un importante riconoscimento di quanto abbiamo strenuamente sostenuto in merito all’evoluzione del ruolo del farmacista all'interno del processo di cura, a vantaggio della professione e della collettività, nonché un traguardo fondamentale nel percorso di trasformazione della farmacia italiana, con il riconoscimento di ruolo e di adeguata remunerazione.

    La dispensazione del farmaco è già, al momento, ispirata a principi di collaborazione interprofessionale, ma ancor più nel nuovo ruolo riconosciuto alla farmacia dei servizi, l’intercomunicabilità e la cooperazione tra i vari soggetti della rete professionale è determinante per l’efficacia degli interventi, in termini di esiti e di partecipazione di tutti gli attori e dei pazienti in primis. Tali ruoli sono intesi nel senso del più ampio rispetto delle competenze e delle autonomie di ogni figura professionale, rafforzando la complessiva produttività delle singole funzioni, mediante la sinergia che attribuisce qualità e merito a una vera e propria rete della gestione territoriale del paziente, ATTRAVERSO L’INTERVENTO DI TEAM ASSISTENZIALI PLURIPROFESSIONALI.

    Il farmacista e la farmacia di comunità non solo possono aggiungere al sistema il valore  della professionalità e della capillarità, ma possono anche offrire collaborazione attraverso azioni che presentino utilità al sistema o ai suoi singoli attori, in termini di semplificazione. A titolo di esempio, sfruttando l’economia di scala insita nella presenza sul territorio e nell’assetto tecnologico delle farmacie, queste, nel contesto dello svolgimento dei servizi, DEVONO assumere anche la funzione di snodo del sistema, mediante compiti monitoraggio e supporto a tutto vantaggio della qualità dell’assistenza garantita dall’intervento multidisciplinare della rete interprofessionale nel suo complesso e del singolo professionista in particolare.  

    La gestione del paziente cronico, come prevista dal Piano Nazionale della Cronicità, richiede la massima espressione della capacità della rete interprofessionale territoriale, dove ogni componente è insostituibile per la parte che le è di propria competenza.

    La presa in carico del paziente al fine del monitoraggio della terapia per la relativa aderenza alle cure rappresenta uno strumento con un duplice beneficio sia in termini di salute in quanto assicura una migliore risposta ai trattamenti farmacologici sia in termini economici in quanto determina economie per il Servizio Sanitario Nazionale.

    L’emergenza sanitaria ha evidenziato, altresì, l’importanza della digitalizzazione in sanità. In un momento nel quale è stato necessario limitare la libertà degli spostamenti delle persone, le nuove tecnologie hanno rappresentato uno strumento fondamentale per assicurare le cure sanitarie sul territorio.

    Nell’ambito del fascicolo sanitario elettronico (FSE), istituito dall’art. 12 della L. 221/2012, è prevista la creazione del Dossier Farmaceutico, un’apposita sezione dello stesso FSE, aggiornata a cura della farmacia che effettua la dispensazione, tramite la quale è possibile ricostruire la storia farmacologica del paziente favorendo la qualità, il monitoraggio, l’appropriatezza nella dispensazione dei medicinali e l’aderenza alla terapia per la sicurezza del paziente. In tal modo, si riducono anche gli sprechi a carico del Servizio sanitario nazionale che derivano dal non corretto uso dei farmaci e si rende più semplice ed immediato lo scambio di informazioni tra tutti gli attori del processo di cura (ASL, medico curante, specialista).

    Nell’ambito della digitalizzazione dei servizi sanitari ed allo scopo di favorire il processo di integrazione e lo scambio di informazioni tra i professionisti della salute è, pertanto, necessario implementare tale importante strumento operativo, OGGI è CONSENTITO anche al farmacista, soggetto abilitato alla consultazione e alimentazione del FSE, l’accesso ai dati clinici del paziente.

    Le farmacie di comunità sono strutture già fortemente digitalizzate, in grado di potenziare i propri strumenti  e metterli a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale e dei pazienti.

    In Puglia la Sperimetazione della Farmacia dei Servizi ha avuto avvio l’11 maggio scorso, con il progetto di attivazione del FSE a cui ha aderito la quasi totalità delle farmacie con una vera mobilitazione della comunità professionale, che ha svolto o ha in corso di svolgimento l’apposito corso formativo FAD predisposto a livello nazionale dalla Fofi e dalla Fondazione Cannavò. Ad oggi sono oltre 2000 i farmacisti pugliesi che hanno completato la formazione, di cui 920 quelli iscritti al nostro Ordine.

    Pur con iniziali difficoltà iniziali, determinate da alcune criticità della rete tecnologica infrastrutturale regionale, il servizio di attivazione del FSE sta rappresentando uno strumento fondamentale di semplificazione nell’accesso del cittadino alle prestazioni sanitarie e, per quel che ci riguarda maggiormente, per l’erogazione dell’assistenza farmaceutica in condizioni di sicurezza, di rispetto delle norme sulla privacy (il sistema è tracciato….) e di flusso virtuoso delle prescrizioni dal medico al paziente e dal paziente alla farmacia, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di diritto di libera scelta della farmacia, sancite dall’art. 15 della L.475/68, e in coerenza con l’Ordinanza del Capo della Protezione Civile del 19 marzo 2020.

    In proposito, come ribadito chiaramente dall’Ordine, anche attraverso una nota congiunta con gli Ordini dei Medici di Bari e di Bat, è precluso l’invio, da parte del medico, della ricetta alla farmacia, anche se questi è munito di “delega” la cui sottoscrizione è sovente sollecitata al paziente proprio da qualche farmacista troppo “esuberante” che trae illecito profitto da tale iniziativa, grazie a rapporti opachi con il prescrittore. Il fenomeno dell’accaparramento delle ricette è molto grave perché rappresenta una alterazione dei principi di libera concorrenza, lede i legittimi  interessi dei farmacisti corretti e viola le norme basilari del Codice Deontologico. Per queste motivazioni, con l’ausilio delle competenti Autorità ispettive e di vigilanza, l’Ordine ha in corso gli accertamenti del caso!!!!!!!

    In proposito ricordo che è in fase istruttoria, in ambito nazionale e presso il nostro Ordine che in proposito è tempestivamente intervenuto, il caso CGM il cui sistema gestionale consente inopinatamente, all’insaputa dello stesso medico, che la ricetta prescritta venga inviata ad una farmacia che il paziente deve limitarsi a scegliere tra quelle graziosamente indicate nell’elenco divulgato dalla società e che abbia un softwere interattivo con il predetto gestionale. Non ci piace e sollecitiamo alla massima attenzione perché, oltre alle possibili responsabilità della società, può esservi un illecito del farmacista che aderisce all’iniziativa. 

    La Farmacia dei Servizi, occorre ribadirlo, rappresenta una fondamentale opportunità per mettere in salvezza il ruolo della professione e la sostenibilità economica della farmacia.  Come comunicato dall’Ordine, la Fondazione ha attivato e reso fruibili gratuitamente a tutti i Colleghi,  i dieci corsi formativi FAD relativi ai servizi erogabili dalle farmacie. La sola partecipazione ai corsi, tra l’altro,  darà diritto a un bonus economico e all’acquisizione di crediti formativi.

    La Fofi, d’intesa con Federfarma, ha in fase di ridefinizione con il Ministero della Sanità e con le Regioni il time line relativo al Cronoprogramma per il tempestivo riavvio del progetto di Sperimentazione. In tal senso stanno operando anche i vertici regionali degli Ordini e di Federfarma presso il Dipartimento Salute della Regione Puglia.

     

    Cronicità

    Le malattie croniche sono in progressiva crescita e costituiscono la prima causa di morte. Ciò rende necessario un impegno di risorse allo scopo di garantire continuità assistenziale per periodi di lunga durata, cure fornite da gruppi multidisciplinari e profonda integrazione dei servizi sanitari, sociali, residenziali e territoriali.

    Le relazioni di prossimità del farmacista e il suo ruolo professionale gli permettono di instaurare un rapporto di fiducia con i pazienti abituali e di svolgere una funzione potenzialmente attiva nell’educazione, informazione e assistenza personalizzata. In particolare, le farmacie possono conseguire significativi obiettivi in termini di prevenzione primaria e secondaria nel rispetto di protocolli condivisi con il team specialistico e il MMG/PLS, anche per quel che riguarda l’aderenza ai trattamenti a lungo termine.

    Sebbene il ruolo dei Farmacisti di comunità, dei Servizi territoriali e ospedalieri sia ben dettagliato nel Piano Nazionale della Cronicità Ministero della Sanità,  evidenzio con rammarico il non ancora loro auspicato coinvolgimento nelle iniziative assunte dalla Regione Puglia su cui non mancheremo di svolgere reiterata attività di sollecito.

     

    Vaccinazioni in farmacia

    Come è a tutti noto, le vaccinazioni sono la forma più efficace di prevenzione delle malattie.

    Come sostenuto dal Presidente Mandelli in una recente mozione presentata alla Camera dei Deputati, in proposito, le farmacie, in ragione della loro funzione di presidi sanitari polifunzionali del territorio, nell'ambito del progetto della Farmacia dei servizi, possono svolgere il ruolo di siti vaccinali permanenti, previa disponibilità di spazi idonei sotto il profilo igienico sanitario e con la presenza di medici, secondo modalità e specifici accordi da stabilire con apposita disciplina.

    L’introduzione di una previsione di tal genere ridurrebbe significativamente i tempi necessari alla somministrazione del vaccino e consentirebbe una più estesa e agevole copertura vaccinale della popolazione, grazie anche alla capillare distribuzione delle farmacie sull'intero territorio nazionale, ivi comprese le aree rurali e periferiche che sono prevalentemente sguarnite di presidi sanitari.

    Mai come in questo frangente dobbiamo promuovere e sostenere la pratica vaccinale che, tra l’altro agevola la diagnosi differenziata e mette in protezione le strutture ospedaliere dal rischio di collasso.

    Alcune iniziativa in materia di consegna dei vaccini ai medici, nella nostra Regione sono state assunte da Federfarma a cui l’Ordine non ha fatto mancare il proprio supporto per gli aspetti di sua specifica competenza.

     

    Distribuzione diretta e distribuzione per conto

    L’argomento è di preminente interesse sindacale ma presenta rilevanti aspetti che riguardano la Professione. Come ha lodevolmente chiarito l’On.le Gemmato in sede parlamentare, gli effetti attuativi dell’art. 8 della L.405/2005 si sono rivelati nel tempo inefficaci per i disagi prodotti ai pazienti, per le documentate diseconomie per la finanza pubblica e per la farmacia, per i rilevanti costi sociali, per l’ormai cronica alterazione dei tetti di spesa, per il progressivo impoverimento professionale dovuto all’esproprio dalla farmacia di una porzione cospicua di nuovi farmaci. 

    Un ringraziamento davvero sentito va dunque rivolto ai colleghi Andrea Mandelli e Marcello Gemmato che hanno profuso un apprezzato impegno per l’approvazione di un emendamento con cui si prevede che i farmaci in DD passino stabilmente in DPC.

    DECRETO LIQUIDITA’   Art. 27 – bis  (Disposizioni in materia di distribuzione dei farmaci agli assistiti)

    La novella prevede che i farmaci di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), del D.L. 347/2001, convertito, con modificazioni, dalla L. 405/2001, erogati in regime di distribuzione diretta da parte delle strutture pubbliche, possono essere distribuiti agli assistiti, senza nuovi o maggiori oneri a carico del Servizio sanitario nazionale, in regime di distribuzione per conto, dalle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale con le modalità e alle condizioni stabilite dagli accordi regionali stipulati ai sensi di quanto previsto dalla citata lettera a) e fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica determinato dal COVID-19.

    Le Regioni in proposito godono della totale autonomia. Da noi in Puglia, su questo aspetto, si è fatto un buon passo in avanti e i risultati raggiunti sono apprezzabili. Siamo già impegnati, anche con la preziosa collaborazione dei nostri Colleghi ospedalieri e dei servizi territoriali,  in un progetto formativo che adegui le nostre competenze scientifiche.  

    Revisione del sistema di remunerazione e rinnovo della Convenzione

     Si tratta di argomenti fondamentali della politica professionale e sindacale in ambito nazionale.  E’ necessario procedere ad una riforma del sistema di remunerazione, che valorizzi la professionalità del farmacista e le prestazioni dallo stesso rese, con il supermento del meccanismo legato alla sola percentuale sul prezzo dei medicinali.

    Auspichiamo che le parole del Ministro Speranza trovino concreto e tempestivo riscontro.

    La convenzione farmaceutica nazionale, ferma da 22 aani,  dovrà definire anzitutto i criteri generali e i principi per l’erogazione dei servizi in regime di SSN, nonché individuare specifici fondi per consentire l’avvio dei nuovi servizi ed un’adeguata remunerazione per i farmacisti.

    Spero sia chiaro a tutti che senza sostenibilità economica viene meno la mission sanitaria della farmacia con conseguenze per l’efficienza del sistema e grave pregiudizio per i livelli occupazionali.

     

    Rinnovo del contratto collettivo per i dipendenti delle farmacie private

    Estremamente preoccupante è la situazione di disagio lamentata dai farmacisti collaboratori che rappresentano una componente professionale fondamentale per il buon funzionamento della farmacia. I Colleghi Collaboratori di Farmacia, in questa emergenza, sono stati protagonisti responsabili e generosi e meritano rispetto e attenzione.

    Il conseguimento di un trattamento economico e di uno status giuridico coerenti con ruolo e funzioni, attraverso il rinnovo del contratto nazionale scaduto dal 31 gennaio 2013,  sono capitoli aperti della trattativa sindacale nella quale la Fofi pone i suoi buoni uffici e, tuttavia, il tema è strettamente legato al rinnovo della convenzione e al nuovo sistema di remunerazione.

    Su questi delicatissimi capitoli, come pure sul tema degli esercizi di vicinato,  l’impegno delle dirigenze, in ambito nazionale e territoriale è massimo e i lavori,  tuttora in corso,  mi portano ad un prudente ottimismo.

     

    Riforma del corso di studi universitario e della disciplina dell’esame di Stato SLIDE N. 3  [CLICCA QUI]

    L’attuale contesto socio-sanitario pone il farmacista di fronte a nuove sfide professionali che richiedono rinnovate e specifiche competenze, rendendo necessario un adeguamento dell’offerta formativa attraverso una revisione del piano di studi universitari e della disciplina in materia di esame di stato.

    Il farmacista è chiamato ad offrire un insieme di servizi professionali, di cui la dispensazione del farmaco rappresenta solo una parte, che richiedono sempre maggiori competenze e conoscenze ed un costante aggiornamento professionale ORIENTATO SEMPRE Più VERSO L’AREA FARMACO-BIOLOGICA.

    In tal senso, è imprescindibile la previsione di percorsi formativi universitari adeguati per i nuovi scenari, in quanto una formazione accademica di qualità e percorsi di specializzazione e aggiornamento professionale sono indispensabili e cruciali nel processo di modernizzazione della professione.

    L’Ordine ha profuso il massimo impegno in proposito e la recente convenzione sottoscritta tra Ordini di Puglia e Università di Bari, con l’istituzione dell’OSSERVATORIO PERMANENTE va proprio in questo senso: una proficua sinergia tra Accademia e Professione per generare iniziative utili al necessario processo di riconversione culturale.

    Il Master di secondo livello sul Farmacista del comunità, promosso da Ordine e Fondazione Ruggieri, (ringrzio il Prof. Carlo Franchini) che è considerata a livello nazionale una iniziativa di eccellenza,  ha rappresentato una opportunità per lo sviluppo di nuove competenze e sensibilità.

    Numerosi gli eventi formativi RES e FAD promossi in ambito locale e, in particolare dalla Fofi che hanno consentito l’acquisizione di competenze in ambiti di assoluto rilevo professionale e di colmare l’intero debito formativo dei crediti ECM che, in ragione della emergenza pandemica,  è stato ridotto di un terzo.

     

    Valorizzazione delle competenze del farmacista ospedaliero

    Il recente bando della ASL Bari con cui si procederà al concorso per 6 posti di Dirigente Farmacista per la disciplina “Farmacia Territoriale” e 4 per la disciplina “Farmacia ospedaliera” conferma i positivi esiti del nostro impegno per adeguare gli organici carenti dei nostri Colleghi di parte pubblica, confermando la rilevanza strategica del loro ruolo nel SSN e, in particolare nelle attività del regolatorio, della prevenzione, del rischio clinico, della farmacovigilanza e del monitoraggio delle prescrizioni anche a fini epidemiologici e dell’uso appropriato dei farmaci.

    La riconosciuta specializzazione dei farmacisti ospedalieri e territoriali ed il loro patrimonio di competenze professionali riteniamo debba trovare una adeguata valorizzazione, non già nella attività della distribuzione, ma  in ambito clinico, attraverso l’istituzione del farmacista di dipartimento ed il potenziamento dell’attività di corsia e di governo del rischio clinico, con effetti positivi per il miglioramento della qualità delle prestazioni, per la riduzione degli errori terapeutici e per il buon governo della spesa farmaceutica.

     

    SOLIDARIETA’

    Nella relazione che vi presento a nome del Consiglio devo affrontare un tema delicato e sensibile! Questo è il tempo della solidarietà: un valore troppo spesso esposto con accenti retorici che merita rispetto e discrezione.

    Quello delle visiere che l’Ordine ha inteso offrire ai Colleghi è stato un gesto simbolico di vicinanza, di affetto e di attenzione per il lavoro encomiabile svolto in situazioni davvero difficili.

    Siamo consapevoli che c’è bisogni di più!

    La situazione di grave disagio economico in cui versano alcuni colleghi merita ben altro che un taglio lineare della quota di iscrizione la cui riscossione abbiamo differito, comunque, di qualche mese.

    La gestione oculata e prudente delle risorse economiche dell’Odine, come potete constatare nei documenti di bilancio, ci ha consentito di istituire un fondo pluriennale di euro 500.000 per alimentare un apposito capitolo destinato a soccorrere i colleghi in difficoltà, secondo le indicazioni di un apposito Regolamento in fase di approvazione che vi verrà illustrato in sintesi dal Vicepresidente Michele Dalfino Spinelli a cui desidero destinare un plauso particolare per la competenza e la generosa disponibilità con cui opera al servizio dell’Ente e dei Colleghi.

     

    • ORARI DI SERVIZIO E BATTENTI CHIUSI

    Nel rispetto del numero di ore di servizio stabilito per le farmacie dalla L.5/2014, abbiamo utilizzato appieno i poteri concessi all’Ordine che ha emesso, pur tra non poche difficoltà operative, apposite disposizioni, una per ciascun comune,  recanti gli orari di servizio coerenti con le necessità delle comunità e con le esigenze dei Colleghi. I principi di flessibilità oraria hanno così consentito di adattare l’erogazione del servizio alle specificità territoriali, con indubbi benefici per tutti.

    Pari attenzione, come sapete, abbiamo destinato alla facoltà di svolgere il servizio farmaceutico a battenti chiusi, esigenza che, soprattutto durante la fase acuta dell’emergenza, ha consentito di rendere meno elevato il rischio del contagio a cui i colleghi erano esposti. In tal senso hanno operato altresì le disposizioni diramate dall’Ordine per la disciplina degli accessi in farmacia, con modalità atte a evitare assembramenti e garantire il rispetto delle norme di prevenzione e il distanziamento sociale.

    Per le medesime finalità di prevenzione e per ridurre la mobilità dei pazienti dai loro domicili, con il Comune di Bari, Federfarma Bari e Bat abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa per la consegna domiciliare dei medicinali e dei prodotti per la salute che abbiamo diffuso a tutti i Sindaci e ai Fiduciari dei Comuni dell’ambito interprovinciale. Un servizio utile e apprezzato che è stato replicato a livello nazionale attraverso un analoga intesa tra ANCI, Fofi, Federfarma e Assofarm. E per garantire continuativamente il prezioso rapporto farmacista-paziente abbiamo integrato il servizio con integrato una attività di consulenza on line, attraverso dai un’apposita piattaforma attivata dalla Fofi.

    Sulla ricetta dematerializzata relativa ai medicinali sottoposti alla disciplina delle sostanze stupefacenti l’Ordine ha profuso il massimo impegno attraverso la riconosciuta competenza di Michele Dalfino Spinelli che ha consentito alla Regione Puglia e alla Consulta degli Ordini di diramare congiuntamente indicazioni operative chiare e coerenti con la norma.

    In questa relazione, gentili Colleghe e cari Colleghi ho cercato di riassumere il lavoro svolto dal Consiglio in questo triennio della consiliatura che volge alla sua naturale scadenza.

    Abbiamo operato con la massima dedizione e con il necessario impegno.

    • 16 riunioni di consiglio nel 2019 – 9 nel 2020
    • Incontri territoriali decentrati con i colleghi di 12 comuni
    • 18 audizioni per questioni disciplinari
    • 9 procedimenti disciplinari aperti e 4 conclusi
    • Incontri con i nuovi iscritti: i nostri giovani, a cui dobbiamo riservare più attenzione e dedizione!!!!!

     

    Qualche piccolo risultato è stato raggiunto, molti sono in cantiere, per altri si fa fatica per i nostri limiti e anche perché non è sempre facile l’interlocuzione con il decisore politico.

    I risultati raggiunti sono frutto del lavoro di squadra e dell’impegno profuso da tutte le associazioni di Categoria e dalle Istituzioni.

    Per questo voglio espressamente ringraziare con un virtuale abbraccio i nostri bravissimi Fiduciari nei 47 comuni delle due provincie e i rappresentanti di

    Federfarma Bari e Bat, Sifo, Sinafo, Farm Volontari, Agifar (AUGURI A GALETTA E FACCITONDO) , FONDAZIONE RUGGIERI, Fiafant, Afen

    E ringraziare con riconoscenza per la collaborazione che non è mai mancata

    Regione Puglia, Nas, GdF, Consulta degli Ordini,  Dipartimento Scienze del Farmaco dell’Universita’, Ordine dei medici di Bari e Bat,  i Servizi farmaceutici diretti da due colleghe speciali quali Stefania Antonacci e Daniela Ancona.

    Grazie ai nostri consulenti Maddalena Pisani, Gaetano Filograno, Gabriele Martena, Antonio Valentini.

    A GIULIA CAPUTO, FABIO ABBATE E MICHELE DALESSANDRO che sono parte integrante e risorsa fondamentale della nostra Famiglia dire GRAZIE è TROPPO POCO.

    A loro rivolgo tutta la mia gratitudine e il mio affetto perché è proprio grazie a loro, alla loro abnegazione e ai loro sacrifici, che l’Ordine ha potuto prendervi per mano e accompagnarvi quotidianamente nel lavoro con più sicurezza.

    Gli Uffici, in attesa della copertura del posto di dirigente già approvato dai Ministeri vigilanti, sono da oggi guarniti anche dalla presenza dell’Avv. Domenica Boscia a cui auguro buon lavoro.

    Al mio consiglio riservo i sentimenti più belli che si accompagnano all’Amicizia che mi lega a persone speciali!!!

     

    CONCLUSIONI

    Nei prossimi mesi sarà necessario misurarsi sul piano dei problemi concreti e servirà un nuovo rapporto tra istituzioni, imprese e finanza, un nuovo contratto sociale che possa scaturire da un dialogo costruttivo e non da critiche populiste e irresponsabili. Da parte nostra, abbiamo l’obbligo di ricercare strumenti inclusivi che non lascino indietro nessuno dei nostri iscritti. Sono state settimane che non dimenticheremo, ma che, anzi, dovremo tenere ben presenti nel processo di ricostruzione. Non possiamo illuderci che tutto tornerà  come prima, e dobbiamo essere consapevoli che, anche al nostro interno, dovrà aprirsi, GIA’ DA OGGI,  una riflessione puntuale su quella che sarà l’evoluzione della nostra professione. Una professione non solo ancorata al Servizio Sanitario Nazionale, ma sempre più digitale e tecnologica. La sfida sul cambiamento riguarderà anche noi e non solo gli altri. Pur senza dimenticare mai un passato glorioso che, come scrive il collega Verdone in una sua lodevole pubblicazione sulle antiche Tariffe di Farmacia, è anche testimonianza di “AMORE PER LA STORIA DELLA FARMACIA E LINFA VITALE DELL’ ESPERIENZA  DEL PRESENTE E BASE PER LA PROGETTUALITA’ DEL FUTURO”.

    Nelle considerazioni di chiusura trovo utile citare le parole pronunziate qualche giorno fa dal Governatore della Banca d’Italia sulla speranza:

    “oggi da più parti si dice insieme ce la faremo, lo diciamo anche noi: ma purché non sia detto con ottimismo retorico, bensì per assumere un impegno concreto. Ce la faremo, con scelte mature, consapevoli, guardando lontano. Ce la faremo partendo dai punti di forza di cui qualche volta ci scordiamo, affrontando finalmente le debolezze che qualche volta non vogliamo vedere. Molti hanno perso la vita, molti piangono i lori cari, molti temono per il proprio lavoro. Nessuno deve perdere la speranza”.

    Quella speranza, vorrei aggiungere, che come ci insegna Papa Francesco è “la virtù umile e forte che non ci fa annegare”.

    Coltivare questa virtù è un diritto ma anche un dovere per ognuno di noi, e nessuno può chiamarsi fuori. Perché nessuno, proprio nessuno, si salva da solo. [CLICCA QUI]

    Noi e INSIEME: UN PRONOME E UN AVVERBIO CHE DIVENTANO UN MONITO ALL’UNITA’ E AL LAVORO COMUNE.

    GRAZIE!

     

     

     

     

    Ordine Interprovinciale dei Farmacisti di Bari e Barletta Andria Trani

    Via G. Devitofrancesco 4/c - 70124 Bari (BA)

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