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    COVID-19: DL 52/2020 ULTERIORI MISURE URGENTI IN MATERIA DI TRATTAMENTO DI INTEGRAZIONE SALARIALE, NONCHE' PROROGA DI TERMINI IN MATERIA DI REDDITO DI EMERGENZA E DI EMERSIONE DI RAPPORTI DI LAVORO

    Si informa che, con decreto legge n. 52/2020 (all. 1), pubblicato nella Gazzetta del 16 giugno 2020 e in vigore dal 17 giugno u.s., sono state introdotte ulteriori misure urgenti in materia di trattamento di integrazione salariale.

     

    Il testo prevede che, in deroga alla normativa vigente, i datori di lavoro che abbiano fruito del trattamento di integrazione salariale ordinario, straordinario o in deroga, per l’intero periodo precedentemente concesso, fino alla durata massima di quattordici settimane, possano fruire di ulteriori quattro settimane anche per periodi decorrenti prima del 1° settembre 2020. Resta ferma la durata massima di diciotto settimane, considerati cumulativamente i trattamenti riconosciuti.

    Il decreto stabilisce che, in deroga a quanto previsto dalla legislazione vigente, le domande per i trattamenti devono essere presentate, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa.

    Per le domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, il termine è fissato, a pena di decadenza, al 15 luglio 2020.

    Inoltre, il decreto dispone che, indipendentemente dal periodo di riferimento, i datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato la domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori od omissioni che ne hanno impedito l’accettazione, possano presentare la domanda nelle modalità corrette entro trenta giorni dalla comunicazione dell’errore nella precedente istanza da parte dell’amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato dall’amministrazione competente.

    In caso di pagamento diretto della prestazione da parte dell'Inps, il datore di lavoro è obbligato ad inviare all'Istituto tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione del provvedimento di concessione. Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

    Infine, sono prorogati dal 15 luglio al 15 agosto 2020 i termini per la presentazione delle istanze di emersione dei rapporti di lavoro e di rilascio dei permessi di soggiorno temporaneo e dal 30 giugno al 31 luglio 2020 quelli per la presentazione delle domande per il reddito di emergenza.

     

     

    Cordiali saluti.

    IL PRESIDENTE

    Sen. Dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri

     

      All.01

     

     

     

     

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